lunedì 12 giugno 2017

Per uno stelo. O forse no.



Non conosco abbastanza bene tutte le altre, per essere pienamente obbiettivo, ma credo che la peggiore di tutte le dipendenze si chiami fotografia.

Ed è purtroppo solo quando per  spingerti a realizzare un’ immagine perfettamente come ce l’hai in testa, non riuscendo a farne a meno e rischiando di lasciarci gli stracci per preservare al massimo tutto quello che ti sta intorno, che riesci a rendertene conto.

E dici: devo essere pazzo! Ho fatto tutto questo per fotografare uno stelo !

Ma sai che non è cosi’. Sai che non l’hai fatto per la foto, ne per dare credito a quella stupida frase che tutti dicono sostenendo che la foto possa “fermare il tempo”, ma l’hai fatto invece semplicemente per ascoltare quello che aveva da dirti.





P.S.: Certo, nessuno metterebbe mai uno straccio di like in un social sotto all’immagine di questo fiore in seppia privo di tette e sedere scoperto, ma io lo metterò ugualmente.

Non solo perché mi sono quasi ammazzato per fotografarlo ; ) nel luogo in cui era impensabile farlo e la rarefazione di like mi da' energia, ma soprattutto perche' non ho potuto non raccontare la sua storia: come si vede dalla foto (in alto) nonostante il gambo spezzato, questa pianta si ribella al suo destino e non solo sopravvive, ma raggiunge l’apice del suo traguardo: la fioritura estiva.

Buona estate a tutti.