giovedì 21 maggio 2015

Analogica e sfondo bianco.

( Foto in pellicola 35mm b/w con Praktica 50 analogica. Modella: Roberta )

Una delle mie primissime foto. Una delle più datate. Ma anche una di quelle che più considero buone.

"Buona" non nel senso tecnico, ma proprio in quello "funzionale" legato al ritratto.

E' del 2005. Quando ancora le “modelle” conoscevano il significato della parola “umiltà”. Arrivavano puntualissime. Dicevano: “spero che sarò in grado”. Non frequentavano forum dove tutti sapevano tutto e loro in testa. Erano belle al naturale. E non facevano a gara tra loro per sembrare sui social la figlia di Mazinga.

Forse, per certi aspetti, ero pure più bravo io. Perché non essendo vincolato da nulla la maggior parte del tempo dedicato allo shooting lo passavo a spiegare cosa avrei voluto fare. Era come se quello che doveva essere fotografato fosse il fotografo anziché la modella.

Alla fine, quello confuso, ero io. E la cosa credo la percepissero come divertente.

Credo che addirittura si possa arrivare a conoscere la personalità della persona ritratta semplicemente guardando un' immagine se questa è realizzata con coscienza e coerenza. Cosa voglia dire “realizzare una foto con coscienza e coerenza”, non lo spiego adesso: troppo complicato. ;) Ero però ossessionato dal riuscire a fare questo. E poi finalmente mi accorsi che succedeva.

Trovo che in questo senso la fotografia sia un’opportunità fantastica.
Mentre se la si spreca per vestire un pesce da gabbiano, o viceversa, allora credo che non si abbia capito nulla.

Ad ogni modo, ricollegandomi al discorso iniziale, una certezza ce l’ho: quella di aver saputo scegliere i soggetti che volevo fotografare. Persone fantastiche. Con qualcosa da "dire", prima ancora che con qualcosa da "mostrare". L'invisibile prima del visibile. La testa prima del resto. E il tempo me l’ha confermato.


Praktica 50 analogica - Giorgia Denise


Praktica 50 analogica - Roberta